Ci sono quattro diverse scuole di pensiero che si contendono il significato e l’origine del termine oggi molto abusato, “mafia”. La prima, vede un accostamento alla lingua araba. Nella Sicilia del X secolo, infatti, la componente islamica era piuttosto forte e per questo motivo si tende a far risalire l’origine del termine a una parola foneticamente molto vicina a “mafia”, che indicherebbe un atteggiamento di spavalderia e vanto aggressivo; secondo una definizione riportata invece dal dizionario Italiano-siciliano del 1853, l’origine del termine risale ad una voce piemontese introdotta nel resto d’Italia, equivalente a camorra.

Infine, secondo l’ipotesi di Charles Heckethorn, che riconduce l’introduzione del termine a una missione segreta di Mazzini in Sicilia, ai tempi dell’Unità d’Italia, il termine potrebbe essere l’acronimo della locuzione: “Mazzini autorizza furti, incendi e avvelenamenti”. C’è, in estrema analisi, chi, come il glottologo Pasquale Natella sostiene che il termine derivi dal recente corrispondente dialetto toscano “maffia” che ricorderebbe l’uso di Vicentini e Trentini per indicare superbia.


Per saperne di più:

http://it.wikipedia.org/wiki/Mafia

http://blackandwhite.blogosfere.it/2007/03/mafia-etimologia-e-confronti.html

http://guide.supereva.it/organizzazioni_criminali/interventi/2000/06/4972.shtml

http://www.sintesidialettica.it/leggi_articolo.php?AUTH=58&ID=164